domenica 19 ottobre 2008

Lettere a Theo sulla pittura di Vincent Van Gogh


http://www3.vangoghmuseum.nl/vgm/mmbase/images/16922

Sabato sera (Anversa, 28 novembre 1885)

Caro Theo,
voglio scriverti qualche altra mia impressione di Anversa.
Stamattina ho dovuto farmi una camminata sotto la pioggia che cadeva a catinelle, assolutamente inevitabile, dato che dovevo andare alla dogana a ritirare le mie cose; i diversi arsenali e magazzini sui molo sono davvero magnifici.
Ho già camminato diverse volte lungo i moli e le banchine, in ogni direzione. Soprattutto quando si arriva dalle sabbie, dalla brughiera e dalla quiete di un villaggio di contadini, dopo esser rimasti soltanto in ambienti tranquilli per lungo tempo, il contrasto è curioso. E'un labirinto indecifrabile. De Goncourt diceva: 'Sempre giapponeserie'. Ebbene, quei moli sono una formibidabile giapponeseria, fantastica, strana, mai vista - per lo meno, si possono considerare così.
Vorrei farci una passeggiata con te, soltanto per sapere se vediamo allo stesso modo. Laggiù si potrebbe fare di tutto: vedute della città, figure di ogni sorta, le navi come protagoniste, con acque e cielo di un grigio delicato, ma soprattutto giapponeserie. Voglio dire che le figure sono sempre in azione, si vedono nell'ambiente più strano, tutto è formidabile, e si presentano sempre dei contrasti interessanti.
Un cavallo bianco nel fango, in un angolo in cui giacciono mucchi di merci coperte d'incerato, contro le pareti fumose e nere del magazzino. Semplice, ma un effetto di bianco e nero.
Attraverso le finestre di un bar inglese assai elegante si vede il fango più sporco e navi da cui, per esempio, orrendi scaricatori o marinai esotici scaricano merci belle a vedersi, come pelli e corna di bisonte; una giovane ragazza inglese, molto carina ed elegante che sta lì a guardare questo o quest'altro. L'interno ha delle figure proprio intonate e quanto alla luce - il cielo argenteo al di sopra del fango, le corna di bisonte, un'altra serie di contrasti netti. Ci sono marinai fiamminghi, dalle facce quasi troppo sane, dalle spalle larghe, forti e robusti, e gente di Anversa sino al midollo, che mangia frutti di mare o beve birra, e mentre tutto ciò accade con molto chiasso e sfaccendio, per contrasto, una figuretta in nero, le manine strette lungo i fianchi, si avvicina furtiva, in silenzio, lungo le mura grigie. Incorniciato da capelli corvini, un visetto ovale, bruno? giallastro? Non so. Alza un attimo gli occhi e dà un'occhieta obliqua coi suoi occhi nerissimi. E' una ragazza cinese, misteriosa, silenziosa come un topolino, piccola, dal fare di cimice. Che contrasto col gruppo di mangiatori fiamminghi di frutti di mare.
.......

dal libro Lettere a Theo sulla pittura di Vincent Van Gogh - ed. Tea Arte

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