domenica 5 ottobre 2008

Lettere di P. B. Shelley

PERCY BYSSIE SHELLEY

a MARY SHELLEY, Bagni di Lucca



Venezia, domenica mattina (23 agosto 1818)



Mia carissima Mary,

siamo arrivati qui ieri a mezzanotte e adesso è mattina e manca poco alla colazione. Naturalmente è impossibile dire cosa succederà, e comunque non chiuderò questa lettera sino al momento del ritiro della posta, quando non so con esattezza.- Ma se sei troppo impaziente, scorri la lettera e troverai un'altra data in cui potre avere qualcosa da raccontarti. - Claiere ha cambiato idea e non è rimasta a Padova, un pò per la cattiva qualità deli letti, che erano pieni di quegli insetti che la delicata sensibilità italiana non riesce neppure a nominare, un pò perché il luogo è troppo straniero e solitario. Al momento penso che mi presenterò all'Albanese (Byron) con una lettera di Claire, senza intromettermi in alcun modo. Non si sarà ancora alzato, e Claire propone, nel frattempo, di far visita alla signora Hoppner. Come vedi tutto ciò è di 'infausto presagio per il successo dell'impresa'.

Siamo venuti da Padova in gondola, e il gondoliere tra le altre cose - senza nessun accenno da parte nostra - ha cominciato a parlare di Albè (Byron), dicendo che era un giovenotto inglese con un nome stravagante che viveva nel lusso, e spendeva grandi somme di denaro, ultimamente due delle sue figlie erano venute a trovarlo dall'Inghilterra e una sembrava quasi della sua stessa età. A quanto pare, quest'uomo è stato uno dei gondolieri di Albé . Appena siamo arrivati alla locanda, l'oste ha cominciato a parlare di lui, dicendo che frequentava molto le Conversazioni del signor Hopner - una contraddizione questa, che il tempo chiarirà.
Nel nostro viaggio da Firenze a Padova non è successo niente che non ti possa raccontare un'altra volta. A Padova, come ho detto, abbiamo preso una gondola - e alle tre siamo partiti. Queste gondole sono le barche più belle e accoglienti del mondo. Sono tappezzate elegantemente, e arredate e dipinte in nero. I divani su cui ci si appoggia sono straordinariamente morbidi, e disposti in modo da essere molto comodi sia per chi si sdraia sia per chi resta seduto. Le finestre hanno vetri di Venezia con decori floreali, persiane veneziane o tendine di stoffa nera per schermare la luce. Qui fa un freddo tremendo, a momenti quasi da star male, e ieri ha cominciato a piovere. Abbiamo attraversato la laguna in piena notte durante un violento temporale con lampi e pioggia a dirotto. Era curioso osservare gli elementi del cielo in uno stato di tale tremenda convulsione e la superficie dell'acqua quasi calma; queste lagune, infatti, benché siano larghe anche cinque miglia - uno spazio sufficiente per far affondare in una tempesta qualsiasi gondola - sono così poco profonde che i barcaioli guidano la barca con una pertica. L'acqua del mare, agitata dal vento furioso, splendeva di scintille simili a stelle. Venezia ora nascosta, ora dischiusa dalla pioggia sferzante, brillava di luci indistinte. E noi per tutto il tempo ce ne stavamo comodi al sicuro - e solo Claire era di tanto in tanto un pò spaventata in cabina. Dunque, addio mia carissima. Come dice la signorina Byron, riprenderò la penna questa sera.


dal libro Poemetti veneziani di Shelley ed. Oscar Classici Mondadori

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