martedì 14 ottobre 2008

Goya


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La Maya desnuda e la Maya vestida

Uno dei primi ritratti osceni, primo nudo nel vero senso della parola, infatti non è né una ninfa né una venere, ma è una donna che ha un rapporto con l’artista e che si offre di essere rappresentata nuda. Questo rappresenta uno scandalo per l’epoca.


Entrambe sono opere di committenza privata che ai tempi avevano fatto parecchio scandalo. Se si prende sotto esame la Maja desnuda, si può notare come siano esplicite le influenze di Giorgione e di Tiziano. La differenza, qui, è che la donna rappresentata non è una dea, né una figura idealizzata, ma una semplice popolana che acquista dignità aristocratica. Viene ripresa la "Madame Recanier" di David: l'iconografia è la stessa, ma il modo di rappresentare le i soggetti è tutto diverso. La modella, che non è la stessa per entrambi i dipinti, mantiene la stessa posa provocante per tutti e due gli oli su tela; lo sguardo è malizioso e ammiccante e crea nell’osservatore un certo fastidio causa la sua disinibizione.
Si è creduto a lungo che questa coppia di dipinti rappresentasse la duchessa d'Alba, con la quale l'artista ebbe una relazione amorosa. Le fattezze della nobildonna, tuttavia, non corrispondono a quelle della Maja, come appare da alcuni ritratti che le fece il pittore aragonese. Si pensa inoltre che i due quadri fossero montati in una doppia cornice e che un meccanismo consentisse di far scomparire la Maja vestida svelando, con un piccante artificio, la sottostante Maja desnuda. Il secondo dipinto scatenò l'ira del tribunale dell'Inquisizione, perché si trattava del primo quadro di nudo femminile importante della pittura spagnola, motivo espressamente vietato all'epoca. Caratteristica peculiare della Maja desnuda è l'illuminazione fredda e quasi irreale che rischiara le forme del corpo femminile, apparentandola a quella tradizione settecentesca della fragilità che trasforma le figure in bibelot. La Maja vestita appare più provocante. Il suo sguardo è più penetrante e allusivo; il volto assume un colorito più caldo, grazie ai riflessi delle preziose stoffe di cui è rivestita.

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