sabato 20 settembre 2008

Luoghi di vita - Messaggero di Sant'Antonio luglio/agosto 2008



...Il fascino esercitato dalla radicalità della sua vita (Celestino V) , da una povertà eloquente, dal suo stile di partecipazione spinge, un giorno di luglio 1294, alcuni cardinali a salire fin quassù. Provengono dal conclave di Perugia, nel quale erano riuniti da più di due anni e mezzo, incapaci di eleggere il vicario di Cristo, perché divisi in partiti avversi. Chiedono a quel santo monaco, Pietro da Morrone, di scendere a valle, nel cuore della cristianità, per divenire Papa. E lui, proprio perché immerso pienamente in Dio, comprende che era Dio stesso a richiedergli quella impensata obbedienza. E accetta. Da eremita a Papa. Un salto immenso. Per di più, in un ambiente infido: c'è chi subito cerca di cogliere l'occasione della sua inesperienza per sfruttarla a proprio vantaggio. Come il re d'Angiò, Carlo II, che lo vuole a Napoli e non a Roma; ne pretende privilegi e prebende; lo circonda di uomini iniqui. E papa Celestino, troppo immerso nel 'cielo', non si accorge subito dell'inganno. Anzi, ingenuamente si presta al perfido gioco del potere. Ma la sua santità, dopo solo poche settimane di governo, riemerge. Gli fa aprire gli occhi e prendere consapevolezza del tranello che gli è stato teso. Allo chiede lumi giuridici e, in pochi giorni, forte della sua coscienza, decide di dare le dimissioni. Il suo è l'unico caso nella bimillenaria storia del papato.

da Messaggero di sant'Antonio - Luoghi di vita di G. Carlo Bregantini Arcivescovo di Campobasso-Bojano

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