sabato 27 settembre 2008

Lettere a Lucilio - Soddisfazione per i progressi di Lucilio


Lettera 34
Soddisfazione per i progressi di Lucilio
Riprendo animo ed esulto, e, scrollata di dosso la vecchiaia, mi sento scaldare di nuovo ogni volta che m'accorgo, da quello che fai scrivi, come tu, dopo esserti lasciata dietro da tempo la moltitudine, abbia superato anche te stesso. Se l'albero che è giunto a dar frutti rallegra l'agricoltore; se il pastore trae soddisfazione dai nati del gregge; se chi vede crescere il proprio figlio considera come compiacimento quella giovinezza come propria: cosa credi che possa provare chi ha educato una coscienza e, mentre ha incominciato a formarla ancora tenera, la vede ad un tratto matura? Ti rivendico a me; sei opera mia. Avendo io intuito al tua indole, ti ho preso sotto la mia tutela, ti ho esortato e stimolato, incitato senza posa. E anche ora faccio lo stesso; ma ormai ti esorto mentre tu sei in piena corsa e mi esorti a tua volta a correre. Mi dirai: "Ma come! Io finora ho solo buona volontà". E questa è la cosa più importante, e non nel senso in cui si dice che "chi ben comincia è alla metà dell'opera". Qui siamo nel campo morale e la bontà, per gran parte, consiste nella volontà d'essere buono. E sai chi chiamo buono? L'uomo perfetto, veramente libero, che nessuna forza, nessuna necessità può rendere cattivo. Ti vedo già così, se sarai perseverante, se raddoppierai i tuoi sforzi, se ti comporterai in modo he tutte le tue azioni e le tue parole si trovin in reciproca armonia e siano dello stesso stampo. Non è retto l'animo dell'uomo i cui atti sono fra loro discordanti. Addio.

dal libro Lettere a Lucilio di Seneca ed. BUR

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