venerdì 22 agosto 2008

Viaggiando mangiando Mangiando viaggiando di Vittori Caminiti


Reggio Calabria - estate 2008

....26 Luglio. Se uno vuole latte a colazione, di mattina, in questa parte del mondo, deve sedersi nel mezzo della strada con una brocca all'alba; se non si aspetta questo momento preciso in cui le capre attraversano la città si può attendere invano. Se si deve fare un'escursione ed è necessario partire presto al mattino, è meglio abbandonare l'idea di bere latte, perché "i Crapi non sono ancora venute"; ma se si ritarda un poco si sentiranno i campanacci e si vedranno le ultime code del greggie che dilegua in irritante prospettiva al termine della strada.
All'alba mi sono preparato per una spedizione esplorativa e ben presto mi sono dondolato un pò qui e un pò là per cercare la migliore veduta di Reggio fra infiniti aranceti. Reggio è veramente un grande giardino e senza dubbio uno dei posti più belli che si possano trovare sulla terra. Un Castello, quasi distrutto, bellissimo per colore, pittoresco per forma, domina la lunga città, del largo Stretto e del Mongibello coronato di neve più in là. Sotto le mura del Castello, sono sparsi giardini di aranci, limoni, cedri e bergamotti...(Edward Lear, Diario di un viaggio a piedi - Reggio Calabria la sua Provincia 25 luglio - 5 settembre 1847)

Lear ha parole di sincero apprezzamento per il maniero di Reggio. Il riferimento è chiaro all'imponente castello aragonese; i visitatori lo ammirano in maniera straordinaria e con tanta emozione, quasi consci e certi del fatto che esso è stato testimone di tanta storia durante il trascorrere dei secoli. Gli studiosi hanno accertato che in passato il castello era circondato da un fossato riempito con le acque di un fiume denominato 'limbone'. Le due torri che oggi possiamo ammirare sono alte ben 22 metri.
Testimonianze storiche, anche di epoca antecedente a Lear, riferiscono che attorno al maniero era tutto un enorme giardino coltivato ad agrumi. E qui non possiamo esentarci dal ricordare il 'principe' bergamotto. Si tratta di un frutto che ancor oggi rappresenta il smbolo della città e di parte della sua provincia. Il 'Citrus bergamia', questo il nome scientifico dell'agrume, viene considerato un frutto prezioso e misterioso. Intanto perché con la sua buccia si ottiene un'essenza odorosa utilizzata prevalentemente nell'industria profumiera, ma ricca anche di proprieta medicamentose. Inoltre il bergamotto è una piante che vive e fruttifica soltanto in un'area geografica del mondo, relativamente piccola: la fascia costiera compresa tra Villa San Giovanni ed i centri litoranei della Riviera dei Gelsomini in provincia di Reggio Calabria. Quasi un 'dono', una benevola compensazione, della natura per una terra stupenda e tuttavia flagellata nei secoli da disastri ricorrenti.

dal libroViaggiando mangiando Mangiando viaggiando - Itinerario turistico-gastronomico dal 1847 a tavola con Edward Lear nella provincia di Reggio Calabria di Vittorio Caminiti - ed. Officina Grafica

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