lunedì 25 agosto 2008

Rainer Maria Rilke

Fra stella e stella, quali lontananze; eppure
quanto più grandi quelle che impariamo quaggiù.
Un uomo, per esempio, un bimbo...ed un secondo, vicinissimo
a quale immisurabile distanza.

Forse il destino col metro dell'Essere
ci misura, per noi incomprensibile;
pensa quanta distanza solo fra l'uomo e la fanciulla
che lo ha in mente e lo evita.

Tutto è lontano - e in nessun luogo il circolo si chiude.
Vedi nella scodella, sulla tavola lietamente imbandita,
com'è strano il profilo dei pesci.

I pesci sono muti..., si pensava una volta. Ma chi sa?
Non può esistere un luogo ove si parla senza pesci
la lingua che parlerebbero i pesci?

Rainer Maria Rilke, I sonetti a Orfeo - XX

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