sabato 23 agosto 2008

Olivo



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FAMIGLIA: Oleacee.
DESCRIZIONE: albero a foglia persistente, di lento sviluppo e di lunga vita. Questa pianta, che ci dona le comune olive da mensa o da olio, ha foglie lanceolate, ovali, color verde grigio nella parte superiore, e bianco argento in quella inferiore.
AMBIENTE: è pianta tipica del bacino meditarreneo, e pertanto è coltivata soprattutto nell'Italia centrale e meridionale. Teme infatti le gelate molto forti. Preferisce le terre ben drenate, permeabili delle colline.
PARTI UTILIZZATE: le foglie e i frutti (olive). Le olive vanno mantenute sotto sale, o, ancora meglio, sott'olio.
EPOCA DI RACCOLTA: le foglie nell'estate; le olive nel mese di novembre.
PROPRIETA' MEDICAMENTOSE: le foglie hanno virtù diuretiche e ipotensive; inoltre sono antitossiche e febbrifughe. I frutti sono ricostituenti, ingrassanti, emollienti, colagoghi e lassativi.
PRESCRIZIONE: le foglie sono assai efficaci per abbassare la pressione, e pertanto si prescrivono a chi ha la pressione arteriosa troppo alta come negli arteriosclerotici. Utili pure per depurare il sangue, e negli stati febbrili per moderare il calore del corpo.
Le olive e il loro olio giovano agli stitici abituali, per eliminare dolori alla cistifellea infiammata (e spesso anche per liberarla dai calcoli) e per promuovere il deflusso biliare.
PREPARAZIONE E DOSE: come lassativo si mangino 15-20 olive ad ogni pasto, oppure si beva a digiuno l'olio nella dose di gr 30-60. L'olio a digiuno giova moltissimo a chi ha i calcoli alla cistifellea.
Come diuretico e ipotensivo si usi questo decotto - gr 15 di foglie verdi in mezzo litro d'acqua, da bere in giornata.
CONTROINDICAZIONI: non ve ne sono.
RIPRODUZIONE E COLTURA DELLA PIANTA: il miglior sistema di riproduzione è quello per distacco dei polloni radicati. Consiglio di acquistare una pianta munita di zolla, in ottobre o in aprile. E' pianta che, per la bellezza della sua chioma, può essere coltivata pure in giardino. L'Olivo fruttifica sui rami dell'anno precedente. Alla potatura (aprile) pertanto si risparmieranno tali rami, mentre si asporteranno quelli di due anni che hanno già portato frutto. Inoltre si tolgono rami dove la pianta risultasse troppo folta.

dal libro Curarsi con erbe e piante di Cleto Gambioli - ed. A. Vallardi

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