domenica 10 agosto 2008

Johann Wolfgang Goethe

"Senza averla veduta, non ci si può formare un'idea della bellezza di Roma al chiaro di luna. Tutti i dettagli sono cancellati dalle grandi masse di ombra e di luce, e allo sguardo si presenta solo l'insieme fatto delle cose più grandi. Da tre giorni fodiamo delle più chiare e magnifiche notti. Il Colosseo, soprattutto, offre uno stupendo colpo d'occhio: la notte rimane chiuso e vi dimora una eremita presso una piccola cappella, oltre i mendicanti che si annidano fra le rovine delle volte. Questi avevano acceso un fuoco per terra e, dapprima un vento leggero spingeva il fumo, sicché la parte inferiore dei ruderi era coperta e al disopra emergevano le masse oscure delle mura enormi. La luna era alta e luminosa. Il fumo sfuggiva lentamente attraverso i crepacci e le aperture e, rischiarato dalla luna, sembrava una nebbia. Lo spettacolo ea meraviglioso. E' così che si devono vedere illuminati il Pantheon, il Campidoglio, il Peristilio di San Pietro, e le grandi strade e piazze.
Ed ecco come, qui, il sole e la luna hanno, come lo spirito umnao, un ufficio del tutto diverso che in altri luoghi, qui, in presenza di masse gigantesche, ma regolarmente formate."

Johann Wolfgang Goethe, Viaggio in Italia

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