mercoledì 9 luglio 2008

Venne la notte di quel primo giorno di E. Dickinson

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Venne la notte di quel primo giorno,
e grata di aver
tanto - sopportato -
all'anima chiesi di cantare -

Ma lei rispose che le corde erano saltate -
l'archetto - polvere di atomi -
Così a ripararla mi ci volle
fino alla mattina del giorno seguente -

E poi - un giorno immenso,
come due ieri,
riversò il suo orrore sul mio volto -
fino a bloccarmi lo sguardo -

La mente prese a ridere -
Parlavo a vanvera - come una folle -
E sono anni ormai, ma da quel giorno -
La mente mia ridacchia, come una piccola sciocca.

Qualcosa di strano - dentro -
quella che ero -
e quella che sono, adesso - due cose divise -
potrebbe questa essere - Pazzia?

(1862)

dal libro Silenzi di E. Dickinson ed. Universale Economica Feltrinelli

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