domenica 13 luglio 2008

Roberto Calasso


"Che la felicità sia prodromo di sventura, che "ingenito" nella felicità sia il potere di attrarre la sventura, innanzitutto sotto forma di risentimento da parte di uomini e dèi, è una visione che permane, nei Greci, quando quasi tutte le altre sono svanite. Tuttavia volevano la felicità. Si capisce allora perché mai gli Spartani si siano distaccati da tutti gli altri Greci, diventando un'isola senza approdi. Come avevano visto il pericolo dello scambio, videro il pericolo della felicità. Là dove non erano sicuri nel trattare, preferivano recidere il nesso. Abolire piuttosto che subire. Così giunsero a porre in atto la più dura sentenza di Aristotele contro di loro "...hanno perduto la felicità di vivere".

Roberto Calasso, Le nozze di Cadmo e Armonia

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