giovedì 10 luglio 2008

Ribes nero (Ribes nigrum)


http://caliban.mpiz-koeln.mpg.de/~stueber/lindman/281.jpg

FAMIGLIA: Sassifragacee.
DESCRIZIONE: piccolo arbusto cespuglioso, alto non più di due metri. Le sue foglie, lobate e dentellate, se strofinate, emanano un grato aroma. Emette infiorescenze pendule, di colore rossiccio. I frutti sono bacche simili ai chicchi dell'uva, che a maturazione sono neri.
AMBIENTE: pianta spontanea dei nostri monti e, pertanto, amante del clima fresco-umido. Il Ribes viene coltivato nei giardini e negli orti, in terreno fresco e negli angoli meno assolati, o parzialmente ombrosi.
PARTI UTILIZZATE: le foglie e i frutti. I frutti si utilizzano freschi.
EPOCA DI RACCOLTA: luglio-agosto, sia i frutti sia le foglie.
PROPRIETA' MEDICAMENTOSE: sia i frutti sia le foglie hanno proprietà diuretica e febbrifughe. Inoltre i frutti sono molto vitaminici e leggermente lassativi e dissetanti.
PRESCRIZIONE: le foglie si usano soprattutto nelle affezioni reumatiche e febbrili. I frutti, oltre ad avere gli stessi impieghi, giovano per regolare l'intestino e nelle infiammazioni o irritazioni gastroenteriche. Giovano pure a chi ha la pressione troppo alta.
PREPARAZIONE E DOSE: Infuso - gr. 25 di foglie in gr. 400 circa d'acqua, da bere in giornata. I frutti, invece, si mangiano a discrezione: i febbricitanti ne bevano il succo diluito in acqua.
CONTROINDICAZIONI: non ve ne sono.
NOTE CONCLUSIVE: le stesse proprietà del Ribes nero le ha pure il Ribes rosso (Ribes rubrum) dalle bacche rosse, e pertanto si impiega allo stesso modo. Con i frutti si confezionano marmellate ricche di vitamina C.
RIPRODUZIONE E COLTURA DELLA PIANTA: per distacco dei polloni, muniti di radici, nel mese di novembre. Il Ribes, se coltivato in pianura e nei climi caldi, deve avere una esposizione a nord. Distanza tra le piante, 2 metri. Il terreno dev'essere non troppo argilloso, meglio se organico (ricco di humus) e ben letamato.
Nella stagione asciutta esige abbondanti innaffiature. La potatura di produzione si esegue dopo la raccolta dei frutti, in modo che la pianta riproduca rami nuovi prima dell'autunno. Infatti saranno questi a dare frutti nell'anno successivo.
Ogni anno, a fine inverno, si fertilizzi con un concime complesso, o con letame maturo.

dal libro Curarsi con le piante di Cleto Gambioli ed. Vallardi

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