domenica 13 luglio 2008

Lettere a Lucilio di Seneca


http://diddl.altervista.org/immagini_diddl/diddl/re_diddl_hey_tu.jpg

Lettera 43
Vivi sempre come se tutti ti osservassero

Mi chiedi come mi è giunta questa notizia. Chi mi ha parlato dei tuoi propositi, se tu non li avevi rivelati a nessuno? E' stata colei che sa tutto: la voce pubblica.
"Dunque," dirai "sono così importante da suscitare tanto interesse?". Non devi guardare a questa grande città per misurarti, ma al luogo dove risiedi. Chi eccelle in una contrada, è considerato grande rispetto ad essa. Non c'è una precisa misura per la grandezza: il confronto può farla aumentare o diminuire. Una nave che in un fiume sembra grande, appare piccola nel mare: un timone che è grande per una nave piccola può essere piccolo per un'altra. Tu ora, nella tua provincia, per quanto ti svaluti, sei grande. La gente si domanda, e prima o poi viene a sapere che fai, come pranzi, come dormi; perciò devi sorvegliare con cura la tua vita. Ma solo quando potrai vivere sotto gli occhi di tutti giùdicati felice; quando le pareti ti serviranno come riparo, non come nascondiglio; queste pareti che specci ci siampo poste intorno non per vivere più sicuri, ma per peccare più di nascosto. Ti dirò una cosa, da cui potrai giudicare la moralità dei nostri contemporanei: è difficiel trovare uno che sia capace di vivere con la porta spalancata. Noi abbiamo guardiani alle porte non per sfoggio di potenza, ma per la nostra cattiva coscienza. Viviamo in modo tale che l'essere visti all'improvviso significa esser colti in fallo. Ma che giova nascondersi ed evitare di essere visti o ascoltati? Una buona coscienza si offre allo sguardo della folla; una cattiva coscienza, anche nella solitudine, è ansiosa e tormentata. Se quello che fai è onesto, lo sappiano pure tutti; se disonesto, che importa che nessuno lo sappia, quando lo sai tu? Oh te infelice, se non ti curi della tua testimonianza. Addio.

dal libro Lettere a Lucilio di Seneca ed. BUR

Nessun commento:

Posta un commento