domenica 6 luglio 2008

Garofani


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Alcuni autori riportano che già Teofrasto, circa 300 anni prima di Cristo, conosceva i garofani, sebbene l'attendibilità di tale notizia sia discutibile. Per certo si sa che il nome Dianthus fu creato da Linneo nel 1735, e che prima di lui, nel Cinquecento altri autori citavano questo fiore col nome latino di Caryophyllus o con quello comune di garofolo, probabilmente perché il suo acuto e penetrante profumo ricorda quello dei chiodi di garofano, la spezia costituita dai boccioli essiccati di Eugenia caryophyllata. I primi sicuri dati storici sulla coltura del garofono risalgono a dopo il 1270, anno della seconda crociata guidata da Luigi IX: i suoi sodati, colpiti dalla peste in Tunisi, dove lui stesso morì, sembra traessero sollievo da un liquore preparato dai musulmani, aromatizzato appunto coi garofani. Si ignora se fossero i fiori spontanei raccolti sulle loro montagne o fossero appositamente coltivati; fatto è che i pochi soldati scampati al terribile morbo, portarono in Francia la pianta cui attribuivano la loro salvezza e ne iniziarono la coltivazione. La relativa rusticità e la facilità di moltiplicazione favorirono la diffusione di questo simpatico fiore. Ai primi del 1800 già si contavano numerosi libri e trattatelli per la coltivazione del garofano, e il grande favore di cui ancora godeva questo fiore portò alla ricerca e produzione di sempre nuovi ibridi. I botanici sistematici descrivono oltre trecento specie spontanee del genere Dianthus, tutte originarie delle regioni temperato-calde dell'Europa e dell'Asia, ma presenti, attorno al bacino del Mediterraneo, anche nella costa settentrionale dell'Africa; dall'Europa centromeridionale l'areale di questo genere giunge fino al Giappone, mentre soltanto una specie sembre essere presente nell'America settentrionale. Tra le numerose specie che crescono spontanee nella nostra penisola vi è Dianthus caryophyllus che, coltivato da secoli, ha dato origine a quasi tutte le forme in commercio. E' infatti da una comune e semplice piantina, dai fiori profumatissimi, che attraverso innumerevoli incroci e relative selezioni ha dato origine a esemplari dalla produzione quasi continua di fiori, con corolle più o meno gonfie di petali, frangiati, ondulati o interi, in una vastissima gamma di colori, con innumerevoli sfumature e screziature.
Altre specie di Dianthus, dai fiori dissimili nell'aspetto, che possono offrire molte svariate possibilità decorative, sia nelle loro forme spontanee sia nelle loro forme spontanee , sono : Dianthus barbatus, garofono dei poeti o garofano a mazzetti; Dianthus chinensis, viola cinese o garofanino cinese: Dianthus plumarius, garofano a piumino, conosciuto anche con il termine francese di "mignardise"; Dianthus semperflorens o garofano flon. Un vero appassionato può anche rivolgere le sue attenzioni ad alcune specie spontanee delle nostre montagne, che, senza troppe difficoltà colturali, possono essere giustamente valorizzate in un giardino rocciso: Dianthus alpinus, Dianthus deltoides, Dianthus glacialis, Dianthus neglectus, Dianthus superbus, Dianthus caesius, ed altri ancora.

dal libro Scuola di giardinaggio - ed. Longanesi &C.

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