lunedì 16 giugno 2008

Van Gogh


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...Giungendo ad Arles il 21 febbraio 1888, Van Gogh scopre la Provenza sotto la neve. E quando essa si scioglie, è come se ne restasse qualche fiocco nei primi fiori che nascono sugli alberi. Non si sa per quale motivo Van Gogh abbia deciso di andare ad Arles, ma nessuna scelta poteva essere migliore di quella che cadde su questa cittadina ancora così vicina alla più bella campagna con la sua passeggiata degli Alyscamps, con quella tranquilla rue du Morts, con tutte quelle presenze di cipressi, di ulivi, e con vicino la grande pianura della Crau in cui il sole ingiallisce il frumento ed esalta i cervelli febbrili. Ma agli inizi è una veduta primaverile, la limpidezza di un cielo chiaro che fanno credere a Van Gogh di aver trovato il suo paradiso, il luogo ideale per fondare quel rifugio degli artisti che sogna. ........

Ma anche nei paesaggi diurni, le vedute di Arles, la casa dove abita (La casa gialla), il cielo ha lo stesso cupo splendore. Sullo sfondo neutro dei ritratti i colori s'infiammano e a maggior ragione nelle zone piane degli abiti e nelle tonalità delle carni, rosa o olivastre. In poche settimane ha dimenticato, ha lasciato dietro di sé i colori cangianti e le sfumature scaturite dell'impressionismo. Nulla tempera più la violenza che c'è in lui. Usa "in modo ardito" i colori più violenti, ben sapendo che "il tempo li addolcirà anche troppo". Ed effettivamente, malgrado tutte le cure messe nella conservazione delle sue opere, spesso gli spettatori di oggi osservano nei musei e nelle mostre opere famose che hanno subito, col tempo, una specie di sbiaditura."


dal libro Vincent Van Gogh di Jacques Lassaigne ed. Fratelli Fabbri

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