sabato 28 giugno 2008

Rose


foto da wikipedia

Fossili dell'era terziaria rinvenuti in Europa e in America fanno risalire la prima comparsa dei rosai sul nostro pianeta a circa trenta milioni di anni fa. Le impronte mostrano soltanto le foglie e non i fiori; è molto probabile, comunque, che si trattasse di piccole rose con soli cinque petali.
Un altro carattere mancava a quei lontani progenitori: la rifiorenza, e cioè il rinnovarsi dei fiori durante la buona stagione.
Non c'è giardino, ai nostri giorni, che non abbia qualche rosaio con fiori rosso fiamma, rosso ceralacca, arancio o giallo: eppure, fino all'inizio di questo secolo, tali colori erano presenti solo in poche specie botaniche.
Alla fine del secolo scorso fu un rosaista francese, J. Pernet-Ducher, che, fecondando la Rosa foetida persiana, caratterizzata da fiori giallobrillante, con il polline di una vecchia varietà con fiori rossi, ottenne un ibrido con fiori giallo-burro; dalla nuova varietà discende la quasi totalità delle moderne rose gialle. L'affine Rosa foetida bicolor dette successivamente l'avvio a una discendenza con fiori rosso-geranio e rosso-arancio. La fittissima ibridazione incrociata ha tolto alla quasi totalità dei rosai che oggi coltiviamo ogni possibile collegamento con una specie originaria ben definita; pertanto, molte denominazioni che costituivano, fino ad alcuni anni fa, un preciso riferimento a un tipo di fiore o di vegetazione, hanno perduto la loro funzione esplicativa.
In amancanza di una classificazione ufficialemte convalidata, ci si può valre di una suddivisione basata sull'aspetto o il portamente, e non più sulla genealogia.

dal libro Scuola di giardinaggio - Longanesi&C. editori

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