domenica 22 giugno 2008

Omelia del giorno 22 Giugno 2008 di Mons. Riboldi

Omelia del giorno 22 Giugno 2008

XII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

Non abbiate paura


Essere cristiani, ossia veri discepoli di Gesù, che fanno di Lui il solo Bene, Fine della vita, dovrebbe essere, per chi di noi Gli appartiene tramite il Santo Battesimo, la sola dignità da costruire e conservare. Ma non è facile.
Ad alcuni pare faccia paura dare alla propria esistenza la gioia di appartenere a Dio e fare di Lui la vera ragione della stessa vita; ed allora si rifugiano in un cristianesimo di facciata, che nulla ha a che vedere con il ‘vivere Cristo’.
A volte,’usano’ la parola ‘cristiano’, ossia si dicono tali, ma non è il Vangelo il riferimento della loro vita, la guida delle scelte, la continua testimonianza della fede, anzi, in un certo senso, per come si comportano, negano il Vangelo e Cristo.
È uno spettacolo pietoso, che fa male a tutti noi, alla Chiesa che, così, si vede diffamata da costoro.
Si fanno tante analisi, oggi, sulla ‘qualità’ dei veri cristiani e si arriva ad una percentuale davvero di pochi, molto pochi. Tanti a dirsi cristiani, pochi ad esserlo.
Tanto è vero che alcuni, che si dichiarano esperti, parlano, almeno in Occidente, di un ‘tramonto di Dio’ o se volete di ‘eclissi di Dio’.
Ma è segno di un’efficace presenza della Grazia, sapere che emergono sempre di più giovani, uomini, donne, famiglie, gruppi, che hanno ‘scelto’ di lasciare alle spalle il semplice ‘dirsi cristiani’ e si impegnano a vivere la fede con una coerenza ed una gioia da diventare preziosi testimoni, che annunziano in ogni angolo della terra la Bellezza di Dio che è vicino a noi e crea santi.
È infatti incredibile il numero dei Martiri e dei Beati in questo ultimo scorcio di tempo.
Mai sentito così tante richieste di avviare cause di beatificazione di cristiani di ogni ceto sociale, come ora. Come ad affermare che non solo Dio non è tramontato, ma anzi sta manifestandosi in una maniera ‘divina’ !
‘Il sole splende meraviglioso sopra di noi’ affermava un uomo partecipando alla beatificazione di una beata.
In Paesi di missione, dove il Vangelo è da piantare, raccontano i missionari che la fede è davvero la sola grande ricchezza dei popoli.
Ho visto questa meraviglia in un confratello missionario, che si illuminava nel descrivere la sua missione e chiedeva di tornare presto in Africa, dai suoi, per ritrovare il gusto di Cristo.
‘Qui da noi, in Occidente, abbondano tanti altri profumi, che nulla hanno a che vedere con il profumo che si respira nella mia missione in Africa’.
Nel nostro mondo è facile incontrare non solo la superficialità o l’incoerenza nel ‘vivere Cristo’, ma ‘la paura’ di manifestare la nostra fede in Lui.
“C’è il rischio, non solo di non essere capiti, nell’andare contro corrente - come più volte afferma il S. Padre - ma di essere emarginati nella vita sociale, fino a perdere il posto di lavoro. Non c’è più spazio per i veri cristiani in questa nostra società”.
Che fare? Adattarsi al male e quindi perdere il solo bello che è vivere Cristo? O affrontare le difficoltà con la testimonianza?
Se ricordiamo, le prime parole del grande Giovanni Paolo II, alla sua elezione a Pontefice, furono proprio le parole che Gesù rivolge oggi a noi: “Non abbiate paura!”.
E quante volte, il grande Papa, ce lo ha ricordato, Lui, davvero testimone di questo coraggio!
E Gesù ce lo conferma oggi nel Vangelo:
“Disse Gesù ai suoi discepoli: Non temete gli uomini, perché non vi è nulla di nascosto che non debba essere manifestato. Quello che vi dico nelle tenebre, ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio, predicatelo sui tetti. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di fare perire l’anima e il corpo nella Geenna. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di loro cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. Quanto a voi, persino i capelli del vostro capo sono tutti contati: non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri! Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli” (Mt 10,26-33).
Impressiona quel ‘Non abbiate timore’, ripetuto tre volte da Gesù in questo piccolo brano.
E la ragione la pone nell’ Amore del Padre, che si cura di noi, fino a conoscere il numero dei capelli del nostro capo!
Solo se si è radicati in questo Amore, con umiltà, la paura davvero può essere vinta, come ricorda, in particolare ai giovani, il nostro Papa, Benedetto XVI.
“Mi sembra di scorgere nella parola di Dio sull’umiltà un messaggio importante e quanto mai attuale per voi, che volete seguire Cristo e far parte della sua Chiesa. Il messaggio è questo: non seguite la via dell’orgoglio, bensì quella dell’umiltà. Andate controcorrente: non ascoltate le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di vita improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all’apparire e all’avere, a scapito dell’essere. Siate vigilanti! Siate critici! Non abbiate paura di preferire le vie ‘alternative’ indicate dall’amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l’interesse profondo per il bene comune. Non abbiate paura di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda; i vostri coetanei, ma anche gli adulti, e specialmente coloro che sembrano più lontani dalla mentalità e dai valori del Vangelo, hanno un profondo bisogno di vedere qualcuno che osi vivere secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo”.
Non resta che anche noi, tutti, a cominciare dalle famiglie, riprendiamo in mano il Vangelo, per conoscere sempre più la bellezza e la vitalità della Parola.
Siamo davvero bombardati tutti i giorni da parole che provocano solo il fastidio del rumore. Nulla hanno a che fare con la dolcezza del Padre che ci parla e chiede ascolto e silenzio.
Ho da anni la fortuna -la chiamo così - di poter rivolgere tramite RADIOUNO, al venerdì sera, alle ore 19,30, un pensiero nella rubrica ‘Ascolta si fa sera’. È come farmi vicino a tantissimi, carichi delle ansie e speranze della settimana, e come amico, senza alcun proposito di ottenere chissà che, cerco di donare un momento di intimità, di serenità, che sia come un fascio di luce che fa sperare, poiché in fondo la vita non è solo quello che si torna a fare ogni giorno, ma ha una dimensione più alta che supera tutto e per questo dà senso alla quotidianità.
È un raggio di cielo che può far bene...tanto! così come nella rubrica della domenica, sempre su RADIOUNO, dopo l’Angelus del Papa, ‘Il nonno e i nipotini’.
Sono tante le vie, anche per voi, per donare, attraverso la Parola, serenità...sempre che amiate e conosciate il bello di Dio che parla.
Con le parole di Mons. Tonino Bello, oggi mi sento di pregare così:
“Libera, Signore, i credenti dal pensare che basti un gesto di carità a sanare tante sofferenze.
Ma libera anche chi non condivide le speranze cristiane dal credere inutile spartire il pane, ma basterà cambiare le strutture perché i poveri non ci siano più?
Essi li avremo sempre con noi...
Concedi il bisogno di alimentarsi con l’ascolto della Parola.
Concedi la letizia della domenica, il senso della festa, la gioia dell’incontro.
Fa’ che le Messe siano una danza di giovinezza e concerti di campane, una liberazione di speranze prigioniere e cani di chiesa, e disseppellimento di attese comuni che custodiamo nelle caverne dell’anima. Stimola tutti, nei giovani in particolare, una creatività più fresca e la gioia turbinosa dell’iniziativa evangelica che li ponga al riparo da ogni prostituzione”.

Antonio Riboldi – Vescovo –
Internet: www.vescovoriboldi.it

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