lunedì 30 giugno 2008

Khaled Husseini


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"Le stagioni erano arrivate e se ne erano andate; a Kabul i presidenti erano stati nominati e assassinati; un impero era stato sconfitto; vecchie guerre erano finite e ne erano scoppiate di nuove. Ma Mariam non se ne era accorta, non le era mai importato nulla. Aveva trascorso tutti quegli anni come lontana da se stessa. Un campo arido, riarso, al di là di ogni lamento o desiderio, al di là del sogno, della delusione. Il futuro non aveva importanza. E del passato aveva appreso solo questa lezione di saggezza: l'amore era un errore pericoloso e la sua complice, la speranza, un'illusione insidiosa. E ogniqualvolta quei due fiori velenosi incominciavano a sbocciare nella terra assetata di quel campo, Mariam li sradicava. Li sradicava e li gettava via, prima che potessero attecchire."

Khalde Husseini

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