venerdì 27 giugno 2008

Ignazio Silone





"Era difficile per lui spiegare il suo il suo stato d'animo. Egli era colpita dalla naturalezza delle cose che erano là, davanti a lui, al loro posto, non più nella sua ossessione di emigrato, nel mondo fittizio, nella campagna fittizia, della sua immaginazione. Ed il proprio corpo malato come una cosa naturale accanto a cose naturale; come un oggetto tra oggetti, un mucchietto d'ossa indolenzite. Neppure come un oggetto centrale o fondamentale, rispetto agli altri, ma come un oggetto concreto e limitato: un prodotto della terra. Il corpo era disteso sulla paglia, tra un filone di pane e un fiasco di vino. Era questa l'abituale colazione che gli serviva Cardile. La paglia era gialla, il pane bruno, il vino rosso."

Ignazio Silone, Vino e pane

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