giovedì 12 giugno 2008

Gericault

Ø Gericault
Jean-Louis-Théodore Géricault (Rouen, 26 settembre 1791Parigi, 26 gennaio 1824) è stato un pittore francese esponente dell'arte romantica.

All'età di quattro anni si trasferisce a Parigi. Cresce in una famiglia solida e abbiente, il che gli garantisce una buona e regolare istruzione. Géricault non ha lasciato che quattro o cinque opere “finite”, che erano come la condensazione di tutta una ricerca, espressa in note e studi. Come tutti gli artisti del secolo credeva al “capolavoro” di carattere “eroico” per il quale si accumulano cartelle di note e verso il quale si procede con arditi esperimenti; l’esempio della Medusa, che lo portò a passare le serate negli obitori, è notissimo. La pittura esige così delle esplorazioni in cui la personalità si impegna e rischia. Per tutta la vita il pittore frequenterà le scuderie; rievocherà i loro angoli più reconditi […]; è lui che ha creato l’epopea del cavallo da tiro, del “percheron” nodoso che segue al mercato, sui rasi pendii e persino nella polvere […]. Géricault è profondamente romantico, nel senso di Byron e di Hugo, per il suo interesse immediato a tutto quello che, incatenato, fa forza sulle catene, e allo strano momento in cui carnefici e vittime, saggi o folli, conoscono la stessa convulsione del dolore e della morte.
Al Salon del 1814 l'artista espose la tela col Corazziere ferito che abbandono il campo di battaglia (Parigi, Louvre), dove pur conservando il tono epico dei quadri di storia in accordo col nuovo clima romantico, sostituisce alla consueta celebrazione della vittoria, la rappresentazione della sofferenza e della dignitosa sconfitta in un visione antieroica, almeno secondo l'iconografia tradizionale, caratterizzata dall'incertezza nell'incedere e nella difficoltà di tenere a freno il cavallo sul terreno scosceso.
Nel 1816 partecipa al Prix de Rome senza però avere successo. L'artista va comunque in Italia e nel 1817 torna definitivamente a Parigi.
Nel 1819 presentò con successo di pubblico e critica al Salon la Zattera della Medusa (Parigi, Louvre), una tela di grandi dimensioni che si ispirava al naufragio della fregata francese Medusa, accaduto nel 1816. Il quadro ritrae con estremo realismo il momento che precede il salvataggio dei supersitisti tra i corpi senza vita dei compagni. Nel 1824 la tela fu acquistata dal Louvre, anche perché si era acquietato la scandalo che aveva coinvolto il governo accusato dai liberali di aver scelto un comandante incapace ma fedele ai Borboni.


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