sabato 21 giugno 2008

Delacroix - opere.



La libertà che guida il popolo

Moti contro il tentativo reazionario di Carlo X di Francia (1830).
La figura centrale è la donna.
Il colore si libera dal suo contenuto, ma viene utilizzato come generatore di emozioni (nel 1900 è il carattere tipico dell’astrattismo). E’ icona di Francia. Il tema è la vittoria, nonostante l’elemento dei morti in primo piano. Questi corpi sono insoliti, infatti i morti sono ancora vestiti, ad eccezione di uno senza pantaloni; indossano ancora dei tipi particolari di calze in un tessuto che viene posto a raccordare i pantaloni e le scarpe per non fare entrare la neve.


Il soggetto è pessimista, coinvolge molto l’osservatore. La figura femminile a seno scoperto richiama la Nike di Samotracia, simbolo della libertà, bandiera, vestito scomposto dal tempo.
Stesso schema della zattera. La rivoluzione è voluta da tutto il popolo, bambini, contadini, ecc. Lo sfondo è sfumato da fumi e nebbie.
Quest'opera fu realizzata nel 1830 per ricordare la lotta dei parigini contro la politica reazionista di Carlo X di Francia. Oggi l'opera è conservata al Musée du Louvre di Parigi.
Il personaggio della libertà costituisce il primo tentativo di riprodurre un nudo femminile in abiti contemporanei; fino ad allora i nudi venivano solitamente accettati dal pubblico filtrati attraverso rappresentazioni di carattere mitologico o di storia antica. Delacroix riuscì a superare il problema attribuendo alla fanciulla la funzione allegorica della Libertà.
Nel dipinto è rappresentata la lotta per la libertà di varie classi sociali, dai borghesi al popolani, incitati da una figura femminile che incarna la Libertà. Questa donna ricorda la Venere di Milo da poco scoperta ed è un omaggio a questo ritrovamento. Come Gericault, segue uno schema piramidale e i corpi ricordano certe posizioni de "La zattera della Medusa". Un misto tra romantico e classico, tra reale e immaginario, e un anticipo di ciò che utilizzerà l'Impressionismo: la sfumatura e l'abbandono dell'Accademia.










Il ritratto più moderno. Si scorge l’intelligenza, la forza del soggetto, è un ritratto quasi impressionista. Coglie le caratteristiche caratteriali, non tanto la forma esteriore.

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