lunedì 23 giugno 2008

Caducità di Hermann Hesse


Su me dall'albero della vita
foglia su foglia cade.
O variopinto mondo senza senso
come ci rendi sazi,
sazi e stanchi
come ci rendi ebbri!
Ciò che ancor oggi arde
sprofonda presto.
Presto sibila il vento
sulla mia bruna tomba,
si reclina la madre
sul suo figlioletto.
Gli occhi suoi vogli rivedere
il suo sguardo è la mia stella,
tutto il resto vuol dileguare e sparire,
tutto muore, tutto muore volentieri.
Resta solo l'eterna Madre
dalla quale noi venimmo,
nell'aria labile le sue dit
giocano a scrivere il nostro nome.

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