mercoledì 14 maggio 2008

Vincent Van Gogh di J. Lassaigne


foto da http://www.vangogh.altervista.org/

...Fin dagli inizi Vincent si sforza di spiegare le sue idee e le scue preferenze al fratello più giovane, di farlo partecipe dei suoi disegni. Da questo momento le sue lettere saranno dei lunghi monologhi in cui, per farsi capire, si spiegherà a se stesso.
Il 1 gennaio del 1873, terminati gli studi, anche Théo entra nella filiale di Bruxelles della Gallerie Goupil, poi in quella dell'Aja, mentre Vincent ha una promozione e viene mandato all'importantissima succursale di Londra, dove arriva nel mese di maggio. Vi giunge passando per Parigi, ma è Londra, dove arriva nel mese di maggio. Vi giunge passando per Parigi, ma è Londra che lo colpisce di più. Già sensibilizzato dalla lettura dell'opera di Dickens, è impressionato dall'atmosfera così caratteristica della città, con i suoi parchi, la tormentosa presa del Tamigi, la stranezza e varietà di tipi umani che incontra nei suoi vagabondaggi lungo le rive o nei quartieri più miserevoli.
A Londra prova anche la sua prima delusione sentimentale. Nel suo desiderio di comunione con questo nuovo universo divenuto il suo, si innamora profondamente della figlia della sua padrona di casa, vedova di un pastore francese, Ursula Loyer. Dopo esaltanti passeggiate, e prima di partire per le vacanze nel suo paese, Vincent al chiede in sposa, ma Ursuala, già fidanzata in segreto, lo respinge ridendo. Vincent è disperato, e quando raggiunge la famiglia nella cittadina di Etten, durante le vacanze del 1874, tutti, intorno a lui, sono colpiti dalla sua tristezza. La sua unica passione è il disegno. Quando torna a Londra in autunno, è accompagnato da una delle sue sorelle. Cerca invano di rivedere Ursula. La sofferenza esalta il suo senso religioso; sogno di "morire a se stesso" e di compiere una grande opera per la società.

dal libro Vincen Van Gogh di Lassaigne - Ed. F.lli Fabbri

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