martedì 13 maggio 2008

Viaggio in Italia di Goethe


Padova, la sera del 26 settembre 1786
Oggi, da Vicenza, sono giunto qui in quattro ore; in una carrozzetta ad un posto, chiamata "sediola", la mia persona e tutto il mio bagaglio. La via si può percorrere comodamente in tre ore e mezza; ma poiché volevo godermi la deliziosa giornata dal cielo incantevole, mi era gradito che il vetturino trascurasse un pò il suo dovere. Si cammina sempre a sud-est, attraverso la più fertile pianura, fra siepi ed alberi, senza altra prospettiva, finché non si scorgono, a mano destra, le belle montagne che si estendono dall'est verso il sud. E' indescrivibile l'abbondanza delle piante e delle frutta che pendono dagli alberi al disopra delle mura e delle siepi. Le zucche gravano sui tetti e meravigliosi cetrioli pendono da assicelle e da spalliere. Dall'Osservatorio ho potuto abbracciare con lo sguardo la splendida posizione della città: verso nord le montagne del Tirolo coperte di neve, a metà nascoste dalle nuvole e alle quali a nord-ovest, si annodano le montagne vicentine e, chiaramente le forme e le profondità. Verso sud-est si vede un amre di verzura senza alcuna traccia di colline. Gli alberi, i boschetti, le piantagioni si toccano fra loro, e case bianche innumerevoli, ville, chiese s'intravedono in mezzo al fogliame. All'orizzonte ho visto distintamente il campanile di San Marco, di Venezia, ed altri meno importanti.
dal libro Viaggio in Italia di Goethe - ed.Ist. Geog. de Agostini

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