giovedì 1 maggio 2008

Piano amore mio, piano, non far rumore di J. Keats




1
Piano amore mio, piano Isabella, non far rumore,
Dorme la casa tutta, ma si può svegliare
Chi è vecchio, geloso, e teme per l'onore:
Anche se le orecchie gli hai tappato, per farlo addormentare,
Anche se i tuoi piedi sono lievi piume
Come quelli d'una fata che danza sulle spume
Dove s'incontrano l'uno e l'altro torrente,
Piano amore mio, piano Isalbella, non far rumore,
Sente tutto il geloso, anche meno di niente.

2
Scorre lento il fiume, nessuna foglia trema,
Tutto è quiete, e l'occhio sonnolento della notte,
Affascinato dal ronzio vibrante dell'effimera,
Si chiude scordando gli affanni tutti del Lete.
Per pudore, o compiacenza, s'è ritirata
La luna nelle sue stanze; sa bene
Che non voglio luce nel buio, ma un'oscurità indisturbata.
Sa che voglio vedere solo gli occhi di Isabella,
Le sue labbra polpose di gemma.

3
Alza il catenaccio, piano, non far rumore,
Siamo morti al più piccolo stridore.
Bene. E adesso le tue labbra, un letto di fiori.
Può dormire il vecchio, i pianeti possono affogare:
La rosa chiusa sognerà i nostri amori
Destandosi al mattino caldo che la farà sbocciare.
E coverà tubando la colomba la sua dolce prole,
Mentr'io quell'armonia bacerò che tutto mi fa tremare.

dal libro Poesie di J.Keats - ed. Oscar Mondadori

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