sabato 31 maggio 2008

Parigi


Parigi - foto di Marta

Parigi

L’urbanistica della città è principalmente strutturata lungo la Senna. Grande rivoluzione urbanistica è quella condotta da Haussmann per conto di Napoleone III: in trent'anni la città raddoppia, e nel 1876 è arrivata a 2 milioni, nonostante la guerra con la Prussia e il disastro della Comune.
Prima dell'intervento di Haussmann, Parigi si presentava all'incirca con l'aspetto che aveva nel medioevo. Napoleone III voleva, per il Secondo Impero, una capitale prestigiosa - imperiale, appunto - e questo fu il punto di partenza dell'azione del nuovo prefetto.
Le idee-guida dei lavori erano di due ordini: uno di tipo igienistico di derivazione illuminista, l'altro di tipo politico, liberare cioè il centro della città dalle masse popolari sempre troppo pronte alla rivolta, come dimostravano le sollevazioni del 1830 e del 1848. La soluzione che Luigi XIV aveva trovato al problema era stata di trasferire la corte a Versailles, ma i tempi erano cambiati, e anche le tecnologie.
Haussmann ebbe l'ossessione della linea retta, ciò che fu chiamato "il culto dell'asse" nel XVII secolo. In omaggio a questo ideale, fu pronto ad amputare spazi strutturanti della città, come il giardino del Luxembourg.
Alcuni assi aperti sotto Luigi XIV furono allargati, e divennero i «grands boulevards»: Sébastopol, Strasbourg, Magenta, Arago, Voltaire, Diderot, Cours de Vincennes, Malesherbes, Saint-Germain, Saint-Michel.
Boulevards e avenues furono aperti dalla place du Trône alla Place de l'Étoile, o ancora dalla gare de l'Est all'Observatoire, e fu Haussmann che diede agli Champs-Élysées l'aspetto attuale. Sia Haussmann che Napoleone III avevano molto a cuore anche l'aspetto sociale del progetto - non fosse che per motivi di immagine - anche se non riuscirono a vederlo concluso. Per consentire alla popolazione di respirare furono creati un certo numero di parchi e giardini, come Montsouris o il parco delle Buttes Chaumont. Altri spazi verdi già esistenti furono antropizzati e sistemati a verde pubblico, come il Bois de Vincennes e il Bois de Boulogne.
Furono anche adottati regolamenti urbanistici che imponevano regole assai rigide sull'altezza e l'architettura degli edifici (stanze alte non meno di 2,60 mt., nuove costruzioni non superiori a 5 piani, nuovi boulevards ampi almeno 30 mt.). I modelli edilizi di riferimento divennero allora l' immeuble de rapport (immobile suddiviso in appartamenti, appartenente ad un unico proprietario, costruito a scopo di investimento), e l' hôtel particulier (immobile di prestigio, di lusso e di rappresentanza appartenente ad un unico proprietario, già presente nella cultura architettonica e urbanistica francese).
Se l'obiettivo economico dell'attività di Haussmann era di impiegare e moltiplicare gli enormi profitti dell'epoca e riorganizzare la rendita immobiliare parigina, l'obiettivo politico era anche di costituire un'immagine moderna e grandiosa di Parigi, valorizzando i monumenti esistenti e costruendone altri, come l'Opéra Garnier, capolavoro dell'architettura eclettica tipica del XIX secolo.A tal fine, la tecnica era di puntare diversi assi urbanistici verso il monumento assunto come centro d'interesse. L'esempio più rappresentativo di questo metodo è la place de l'Étoile, da cui si diramano 12 viali, i più celebre dei quali è l' avenue des Champs-Élysées.
Parallelamente alla riurbanizzazione furono create la rete di alimentazione idrica e il sistema fognante, della cui scarsa e cattiva organizzazione Parigi soffriva assai.
Complessivamente, si stima che i lavori del barone Haussmann interessarono il 60% di Parigi.

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