mercoledì 14 maggio 2008

Papà Goriot di H. de Balzac

La facciata della pensione dà su di un giardinetto, in modo che la casa forma un angolo retto con la via Neuve-Sainte-Geneviève, donde la vedete secondo il senso della profondità. Lungo la facciata tra la casa e il giardino regna un acciottolato a cunetta, largo una tesa, dinanzi al quale è un viale cosparso di ghiaia, fiancheggiato da gerani, da oleandri e da melograni piantati entro grandi vasi di maiolica blu e bianca. Si entra in questo viale da una porta sormontata da una targa su cui è scritto: Casa Vauquer, e sotto: Pensione borghese per ambo i sessi ed altri. Durante il giorno, un cancello di legno, munito di un campanello dal suono stridente, lascia vedere, al termine del breve selciato, sul muro opposto alla strada, un'arcata dipinta in color marmo verde da un artigiano del quartiere. Sotto la prospettiva simulata da tal pittore si leva una statua che raffigura l'Amore. Guardando la vernice screpolata che la ricopre, gli amatori di simboli vi scoprirebbero forse un mito dell'amore parigino, che viene curato a qualche passo da lì. Sotto lo zoccolo, la seguente epigrafe mezzo cancellata ricorda il tempo a cui risale questo oggetto ornamentale, testimone dell'entusiasmo suscitato da Volterre rientrato a Parigi nel 1777:

Chiunque tu sia, ecco il tuo maestro.
Lo è, lo fu, lo sarà.

dal libro Papà Goriot di H. de Balzac ed. Ist.Geogr.de Agostini

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