domenica 4 maggio 2008

Omelia del giorno 4 Maggio 2008 - Mons. Riboldi


foto di Placido - Chamonix

Gesù ha detto, prima di tornare al Cielo: “Non vi lascerò orfani”. Ed è così.....
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Ora i suoi discepoli sanno che Gesù è vivo - c’è! - non più sottomesso alla miseria della nostra natura umana; c’è, non distante da noi, ma accanto a noi, di più, in noi, non in forma provvisoria, ma per sempre, nella pienezza della Sua potenza, pronto a comunicare tale divina potenza a chi crede in Lui.E, ancora di più, ora gli Apostoli sanno che le porte del Cielo sono aperte anche per loro: “Vado a prepararvi un posto”.Quella è la dimora, la vera dimora verso cui dirigere i nostri passi, senza più cedere alle inevitabili prove o incertezze, che sono il bagaglio della nostra debolezza umana.L’importante sarà - è - tenere fisso lo sguardo verso l’alto, per vedere tutto alla luce che da lassù viene, per vivere ogni momento della nostra quotidianità come se già si appartenesse all’Alto: già “cittadini del cielo” sentendo nel fondo dell’anima che il Cielo di Dio è già, in qualche modo, in noi, poiché Gesù ‘abita’ in noi!

dall'Omelia del giorno 4 Maggio 2008 - Mons. Riboldi

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