mercoledì 21 maggio 2008

Mansfield Park di Jane Austen

.....Avendo riordinato i suoi pensieri e placati i suoi sentimenti con questa giusta fusione di ragione e di debolezza, ella si sentì capce, dopo un pochino, di scender per riprendere le sue solite mansioni presso la zia Bertram, adempiendo i soliti doveri senza rivelare alcuna particolare tristezza.
Spuntò il giovedì predestinato a portare con sé tante speranze e tanti piaceri, e cominciò per Fanny più favorevolmente di quanto non capiti spesso in simili casi: subito dopo colazione, infatti, fu consegnata a William una letterina molto cortese da parte di Mr. Crawford, in cui gli comunicava che, dovendo il giorno dopo recarsi a Londra, egli si cercava un compagno di viaggio; sperava dunque che, ove William, cui sorrideva l'idea di viaggiare in posta a quattro cavalli con un amico così simpatico e allegro: faceva il confronto con le corse fatte per portar dispacci e faceva di quel modo di viaggiare gli elogi pià entusistici che la sua fantasia gli potesse suggerire. Fanny, dal canto suo, era felicissima per un altro motivo: il progetto originale era che William partisse con la posta da Northampton la sera successiva, il che non gli avrebbe dato neppure un'ora di riposo prima di prendere la coincidenza per Portsmouth, e sebbene quest'offerta di Mr. Crawford l'avrebbe privata di parecchie ore della compagnia del fratello, era troppo felice che a William fosse risparmiata la fatica d'una simile giornata da pensare ad altro. Sir Thoma approvò la proposta per un'altra ragione. La presentazione di suo nipote all'Ammiraglio Crawford poteva essere utile. L'Ammiraglio, egli pensava, era un uomo autorevole. Quella lettura era dunque giunta benvenuta per tutti quanti: Fanny si sentì sollevata per parecchie ore, tanto più che la rallegrava anche l'idea che l'autore del biglietto dovesse allontanarsi egli stesso.....

dal libro Mansfield Park di Jane Austen

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