mercoledì 21 maggio 2008

La buona signora di Eliza Orzeszkowa

La piccina, condotta per mano da Janowa, la moglie del muratore, entrò timorosa e incantanta nel bel salotto della signora Evelina Krzycka. Sgambettava sul lucido pavimento, pronta a seconda della situazione, a scoppiare in pianto o in una risata. La sua boccuccia di corallo tremava e si contraeva per piangere, i grandi occhi azzurri scintillavano stupefatti e curiosi sotto la bella fronte circondata dai folti capelli di un caldo riflesso d'oro scuro. Era una bellissima bambina di cinque anni. Accanto alla donna robusta e forte, con quel povero vestito di percalle lungo fino a terra, sembrava una grande farfalla bianca con le ali piegate. A qualche paso dalla soglia trasalì dalla paura e stava già per gridare a squarciagola, quando ad un tratto la paura cedette ad una sensazione di gioia, e liberò violentemente la sua manina bianca dalla grossa mano della signora Janowa, s'accovacciò sul pavimento e ridendo si mise a gridare con tenerezza:
- Oh, il bau, bau!
Il primo incontro che si annunciava tempestoso, assunse così un carattere del tutto amichevole. Un piccolo grifoncino, che abbaiando rabbiosamente si era slanciato contro le persone che entravano, si fermò davanti alla bambina seduta per terra e cominciò a osservarla coi suoi occhi neri, lucidi e intelligenti.
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dal libro La buona signora di Eliza Orzeszkowa ed. Paoline

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