lunedì 12 maggio 2008

Impressioni dopo la lettura di un libro - Lettere a Lucilio di Seneca


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Lettera 46

Impressioni dopo la lettura di un libro

Ho ricevuto il libro che mi avevi promesso. Riservandomi di leggerlo in seguito con più comodo, l'ho aperto e l'ho guardato sommariamente: ma poi la lettura dei primi brani mi è riuscita così gradita che sono andato avanti. Che sia scritto con molta eleganza, puoi capirlo da questo: mi è sembrato breve, sebbene sia tale che né io né tu possiamo agevolmente tenerlo in mano. Si crederebbe, a prima vista, un'opera di Tito Livio o di Epicuro. Ne ho preso tanto diletto, che l'ho letto tutto d'un fiato, da cima a fondo. Né il sole invitante, né le nubi minacciose, né gli stimoli della fame mi hanno distolto da esso, finché non l'ho letto integralmente. E non ho provato solo diletto, ma vero godimento. Che autore d'ingegno, che spirito! Avrei detto: che slancio! Se avesse alternato qualche paura riposante con brani di stile più sostenuto. C'è piuttosto un'ispirazione continua, una compostezza virile e onesta, con intermezzi di tono più dolce e molle. O grande e nobile scrittore, mantieni sempre codesto indirizzo; segui codesta via! Ha contribuito al successo anche l'argomento: bisogna sceglierlo fertile e tale che attragga a sé tutto l'ingegno e lo stimoli.
Scriverò più a lungo del libro quando ci sarò tornato sopra; ora ho scarsi elementi di giudizio, come se ne avessi solo sentito parlare e non lo avessi letto. Aspetta che lo esamini meglio, e non temere: te ne darò un più ponderato giudizio. Felice te, che vivi così lontano da questa società menzoniera! Ma, purtroppo, noi abbiamo l'abitudine alla menzogna, anche ove manchino le occasioni. Addio.

dal libro Lettere a Lucilio di Seneca

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