domenica 11 maggio 2008

Il cacciatore di aquiloni di K. Hosseini



...Mi rimaneva un'ultima possibilità di prendere una decisione. Di decidere che tipo di persona sarei diventato. Avrei potuto tornare nel vicolo, difendere Hassan, come lui aveva difeso me decine di volte, e affrontarne le conseguenze. O scappare.
Scappai.
Scappai, perché ero un vigliacco. Avevo paura di Assef e del male che mi avrebbe fatto. Così mi dissi mentre volgevo le spalle al vicolo e ad Hassan. Così mi costrinsi a credere. In realtà desideravo essere vigliacco, perché l'alternativa, la vera ragione per cui stavo scappando, era che Assef avesse ragione: in questo modo nulla è gratuito. Forse Hassan era il prezzo che dovevo pagare, l'agnello da sacrificare per conquistare Baba. Era un prezzo equo? La risposta mi si presentò spontaneamente, prima che potessi respingerla: non era solo un hazara?
Tornai di corsa per la strada da cui ero venuto attraverso il bazar ormai deserto. Mi appoggiai alla porta di uno dei negozietti ansimante, sudato, desideroso che le cose fossero andate in un'altra maniera.

dal libro Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini - ed. Piemme

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