sabato 17 maggio 2008

I padroni del mondo di E. Biagi


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Il signore e la signora Smith

L'idea non era niente male; un pò impegnativa, se vogliamo, ma valeva la pena di darci dentro. Dunque: il regista Gilbert Graig, che lavora per la tv, voleva raccontare, in un programma di alcune puntate, vita e problemi di una famiglia media americana.
Scelse per protagonisti, dopo molto ricerche e una severa selezione, i signori Loud, di Santa Barbara, California: papà, mamma e cinque figli che gli pareva realizzassero in pieno quel modello mitizzato dal cinema, dalla letteratura amena e dalla pubblicità. Li convinse ad accettare, a ripetere davanti alle macchine da presa, semplicemente, senza paura e senza ritegno, la loro parte di tutti i giorni.
Certo: anche gli inevitabili contrasti, le liti e le riconciliazioni, il problema delle rate da pagare, di una ragazza che rientra troppo tardi la sera, la varicella del più piccol e la spiegazione della pillola per Mary che sta per prendere la licenza alla High School.
Cucina, giardino, soggiorno, autorimessa, stanza da letto furono invase da microfoni e riflettori e per 300 ore la pellicola registrò le quotidiane avventure di Mr e Mrs Loud e della loro prole.
I risultati furono a dir poco sconvolgenti: i signori Loud avevano preso talmente confidenza con il "mezzo" che, dopo aver bevuto qualche scotch in più, si erano lasciati andare a confessioni in pubblico che, dopo vent'anni di matrimonio, non avevano sussurrate neppure in privato
La saga dei Loud aveva fatto ascoltare a milioni di spettatoi dialoghi come il seguente:
Lei:"Voglio divorziare. La noia mi uccide. Non ne posso più"
Lui: "Era ora che ti decidessi; se dipende da me, me ne vado anche subito".
Risultato: si separarono davvero. E il documentario verità ha dimostrato, se fosse stato poi necessario, che è difficile trovare dei buoni esempi in assoluto, e anche - penso - dei buoni casi rappresentativi.

dal libro I padroni del mondo di E. Biagi - ed. Rizzoli

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