mercoledì 7 maggio 2008

Furio, Aurelio, che andreste con Catullo di Catullo



Furio, Aurelio, che andreste con Catullo
anche fra gli indi, ai limiti del mondo
dove l'onda Eòa batte sulla riva
con alto suono,

o tra gli Ircani o gli Arabi indolenti
o gli Sciti o i Parti armati di saette
o dove il Nilo tinge il mare uscendo
da sette foci,

o se passerà le Alpi per vedere
i luoghi dove vinse il grande Cesare
e il Reno della Gallia e i lontanissimi
cupi Britanni,

o voi, pronti per me a qualunque cosa
a cui spinga il volere dei Celesti,
dite alla sue braccia tiene a un tempo avvinti
e ai quali, senza armare alcuno, rompe
la forza maschia,

che più non sogni l'amore d'un tempo
caduto per sua colpa come fiore
che a ciglio del campo l'aratro taglia
al suo passare.

dal libro Poesie di Catullo - ed. Oscar Mondadori

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