domenica 18 maggio 2008

Dove vado, da dove vengo... di J. Prévert


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Dove vado, da dove vengo,
Perché sono bagnata.
Andiamo, non è difficile capirlo.
Sta piovendo.
La pioggia è pioggia.
Io ci cammino sotto - e poi,
E poi nient'altro.
Andate per la vostra strada
Come io per la mia.
Perché sguazzo nel fango?
Perché mi piace.
E la pioggia, la pioggia mi fa ridere.
Rido di tutto, tutto, tutto.
Se avete le lacrime in tasca
E' meglio che torniate a casa,
E' meglio che piangete su voi stessi,
Ma lasciatemi stare, lasciatemi, lasciatemi.
Il suono della vostra voce non lo voglio sentire.
Andate per la vostra strada
Come io per la mia.
Il solo uomo che amavo
siete stato voi a ucciderlo,
a prenderlo a mamganellate, a camminargli sopra...
a dargli il colpo di grazia.
Ho visto scorrere il suo sangue,
scorrere nel rigagnolo,
nel rigagnolo.
Andate per la vostra strada
come io per la mia.
L'uomo che amavo
è morto, la testa nel fango.
Ah quanto posso odiarvi,
odiarvi... è folle... è incredibile.
E voi vi impietosite,
voi siete buoni, troppo buoni con me,
eh si credetemi, troppo, troppo buoni.

Buoni... buoni come l'ammazzatopi con i topi...
ma un giorno... un bel giorno il topino vi morderà...
Andate, andate per la vostra strada,
uomini buoni, uomini per bene.

dal libro Per te amore mio di J. Prévert - ed. Salani

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