martedì 1 aprile 2008

Poesia di David Maria Turoldo


http://www.giovannicertoma.it/zoom.asp?a=163&b=1

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Quanto desiderai, o Signore,
di buttarmi nel Tuo mare,
di finire dentro l'elemento
informe e semplice,
dentro l'infinito Tuo palpito!
Ché se dalla carne è visibile
il segno di questi reticolati,
Tu onniscente, non la dirai
ribellione, marchio
di una insignificante anarchi.
Forse è il ricordo del primo
tempo libero, irrimediabile, sempre
d'essere come Te, immutabile.

dal libro Il dramma è Dio - David M. Turoldo - Fabbri Ed.

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