giovedì 10 aprile 2008

Poesia di D. M. Turoldo


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Sarò ancora natura, pianta,
elemento, miriade
di vite, senza mai vivere?
E lo spirito mio
nel Tuo abisso perduto
prigione, senza morire?
Forse meglio sarà
che io scompaia, Signore,
e Tu rimanga. - Io,
qui, a fermare ore
nell'attimo eterno, Tu
a gettarne altre, a piene
mani nel gorgo
del tempo. Io
a generare forme
fissandole a Te
come riviera immobile,
e Tu a cancellarle
con Tuo essere
incalzante. Di Te
soffre ogni pianta,
l'acqua, la montagna: Tu
col Tuo peso levighi
i ciottoli delle strade
come un fiume ghiaia.

dal libro Il dramma è Dio di David Maria Turoldo

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