sabato 12 aprile 2008

Omelia del 13 Aprile 2008 di Mons. Riboldi


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Quando Gesù si definì ‘pastore’, scelse un simbolo che la dice lunga sull’umiltà e sulla dolcezza Sua: un ‘pastore’ che si è fatto immolare sulla croce ‘come agnello’, segno del grande amore capace di dare la vita per le ‘sue pecorelle’.Il grande potere del pastore è tutto qui: imitare l’amore di Gesù nell’umiltà e nella dedizione, continuando a donarLo nell’Eucarestia, nel sacramento della Penitenza e nella Parola.Non siamo ‘funzionari pagati’ per un ufficio, ma siamo i grandi amici di tutti, senza distinzioni, intendendo per amicizia il dono rispettoso dell’Amore, il dono di Cristo.Siamo in tempi in cui i mass media si divertono nel toglierci la nostra vera dignità, cercando le nostre debolezze e mai facendo apparire il grande bene che offriamo, tranne in alcuni casi ‘eclatanti’, in cui non possono tacere, come per don Oreste Benzi, il prete degli ultimi, il prete del sorriso, il sacerdote che ci voleva per farci uscire dal buio in cui si vive.Ma come lui sono tanti!Basterebbe fare un giro per le tante parrocchie o comunità e ci si imbatterebbe in sacerdoti o vescovi che sono davvero ‘pastori buoni’, nelle cui mani si può mettere la propria vita, come fossero le mani di Dio.Non è certamente facile essere ‘buoni pastori’: richiede una seria volontà di santità e una totale disponibilità a farsi carico di tanti sacrifici, per mettersi sulle spalle tante pecore smarrite.

http://www.vescovoriboldi.it/

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