giovedì 3 aprile 2008

Notti Egiziane di Puskin


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Il palazzo risplende. Tuona il coro dei cantori
Accompagnato da suoni di lire e di flauti.
L regina con lo sguardo e con la voce
Anima il fastoso banchetto:
Tutti i cuori volano al suo trono:
Ma, eccola, a un tratto, chinare pensiorosa
Sulla tazza aurea
La stupenda testa.

E par che il banchetto fastoso s'addormenti.
Tacciono gli ospiti. Tace il coro.
Poi, di nuovo, la fronte solleva
E splendida a vedersi ella domanda:
- Nell'amor mio è per voi l'ebbrezza?
Ebbene potrete acquistarla...
Ascoltatemi: io posso stabilire tra di noi
Uguaglianza assoluta.
Chi di voi accetta il fatale mercato?
Vendo il mio amore:
Dite, chi, fra voi tutti, acquista
A prezzo della vita una mia notte?

Dice, e tutti son presi da terrore,
E di passione tremano i cuori...
Fredda e altera in volto
Ella ascolta il mormorio confuso,
Mentre il suo sguardo sprezzante misura
Il cerchio dei suoi adoratori...
A un tratto ecco che uno esce dalla folla,
Altri due lo seguono.
Il loro passo è ardito, chiari gli occhi:
La regina va loro incontro;
E' convenuto: hanno comprato tre notti,
Il talmo mortale già li chiama.

Benedette dai sacerdoti
Al cospetto degli ospiti immobili,
Ora dall'urna fatale
A una a una vengono tratte le sorti
E il primo è Flavio, prode soldato,
Incanutito nelle squadre romane:
Non potè tollerare della donna
L'altero disprezzo:
Ha accolto la sfida del piacere,
Così come ai giorni della guerra
Accolse dell'atroce lotta la sfida.
Dopo di lui vien Critone, giovane filosofo,
Educato nell'orto epicureo,
Critone, cantore e adoratore
Delle Cariti, di Cipride e d'Amore.
Amabile al cuore e alla vista,
Come fiore primaverile appena sbocciato,
L'ultimo il suo nome non lascia ai secoli:
La prima, morbida peluria
Gli ombreggiava le gote:
Nei suoi occhi splendeva l'entusiasmo:
Nel suo giovane petto ribolliva
La forza invincibile della passione...
Commossa, su di lui la regina
Arrestò lo sguardo.

- Lo giuro... o madre dei piaceri
Silenziosamente ti servirò:
Umile mercenaria salirò
Sul talamo delle ardenti tentazioni.
Ascoltami, o possente Cipride,
E voi, signori sotterranei,
Dei dell'Ade spaventoso,
Lo giuro: fino ai chiarori mattutini
Con dolcezza appassionata appagherò
I desideri dei miei signori,
E con tutti i segreti dell'amore
E con indicibile blandizie saprò saziarli.
Ma non appena l'eterna aurora
Risplenderà della porpora mattutina,
Lo giuro: sotto la scure mortale
Piomberà la testa dei felici.
(1835)

da Notti Egiziane di Aleksandr S. Puskin

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