lunedì 14 aprile 2008

Il problema della lebbra di S. Bortolani


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Andando in Amazzonia, Marcello Candia sapeva di incontrare anche i lebbrosi. Ce ne sono ancora tanti nel mondo: 15-20 milioni, concentrate nelle zone tropicali. Dunque ce n'è anche da queste parti. Candio ricordava che intorno al 1967, mentre si occupava della costruzione dell'ospedale, aveva organizzato con due medici le visite ai malatidei quartieri poveri della città ed era venuto a conoscenza che in alcune famiglie i malati di lebbra erano stati trasferiti al lebbrosario di Marituba, ad una ventina di chilometri da Belém. Egli continuava:"Alla mia richiesta di sapere le attuali condizioni di salute dei loro cari mi veniva sempre risposto che non ne erano a conoscenza perché non li avevano visti più neanche dopo tanti anni dalla loro partenza. NOn li avevano mai visitati!
"Questa impressione penosa di scarso legame affettivo si presentò anche in famiglie che io conoscevo come "buone" sotto tutti gli aspetti. E allora compresi, come avevo già visto in altre parti del mondo, che purtroppo il fatto di aver collocato in lebbrosario i loro congiunti ammalati per una specie di tradizione secolare metteva quasi il loro animo in pace.
"Andai quindi a Marituba con quindici nominativi di lebbrosi di Macapà e chiesi al Direttore del lebbrosario il permesso di entrare. Mi domandò:
-Lei chi è?
Risposi:
- Non sono né parente, né amico di nessuno di loro, ma solo ne conosco le famiglie.
"Il Direttore rimase meravigliato che ci si potesse mettere in viaggio solo per questo. Comunque, a seguito della mia insistenza, mi permise di entrare. Incontrai i lebbrosi di Macapà e con loro conobbi anche degli altri che erano lì da quindici, vent'anni, senza mai ricevuto una visita amica.


dal libroMarcello Candia il missionario laico dell'Amazzonia di S. Bortolani

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