giovedì 24 aprile 2008

Il bell'arco di Giuseppe Ungaretti


foto di Cinzia - Calabria

Le care braccia esauste di segreti
Tentano l'acqua nel suo cuore sordo
E, poggiando,
La loro grazia antica,
Esula da stanchezze
Fiamma ai tempi.

Come solleva lieve all'infinito
Il bell'arco
Spegnendosi il minuto,
E come taglia a gradi
Dall'immagine che s'inoltra,
Non soffre e non ha voce.

Nulla è più chiuso
Della strada muta da infallibile moto
Dissepolta,
Dove la veglia e il sonno
Sono uguali,
Nessun guida,
Non arriva il vento né voluttà rinasce,
Né la pena.
Più nell'abisso calma
S'allontana,
Meglio ne vedo la nemica gloria.
Mai non mi stancherò di tanto abbaglio.

Si redime la notte a quel colore
Sognato in sonno, atteso ad occhi aperti:
Ogni sospiro che l'amore strappa
Si sorprende rivolto a quella pietra.

Riposa in fondo a trasparenze tutto
Da quando alludo furibondo e irriso,
Inquieto,
A una forma senza morte.

Enumero illusioni nel rimorso.

dal libro Vita d'un uomo - G. Ungaretti - Oscar Mondadori

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