venerdì 25 aprile 2008

I sonetti di W. Shakespeare


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Sono il tuo schiavo, a che mai dovrei attendere
se non ai tempi del tuo desiderio?
Tempo prezioso altro non ho da spendere
né servigi, finché tu non li chiedi.
Non oso accusar l'ora senza termine -
mio signore - se scruto sul quadrante
attendendototi, o il crudo dell'assenza
poi che al tuo servo l'addio pronunciasti.
Non oso chieder col pensier geloso
dove esser puoi, che fai, immaginare
come uno schiavo triste penso solo
quanta gioia dai ora a chi t'è accanto.
Sì folle è amore, che nella tua voglia -
fà ciò che vuoi - nulla di male coglie.

dal libro I sonetti di W. Shakespeare

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