lunedì 21 aprile 2008

I sonetti di Shakespeare

46

Occhio e cuore hanno in me guerra mortale
ché la tua vista vogliono spartirsi:
al cuore l'occhio sbarrare l'immagine
vorrebbe, il cuor nega all'occhio i diritti.
Affermail cuore che dimori in lui -
scrigno ove d'occhi il cristallo non penetra -
ma un tuale asserto l'avversario esclude:
"Dimora in me quella bella parvenza".
S'è riunito per assegnare il titolo
un giurì di pensieri (partigiani
tutti del cuore) e in verdetto han deciso
quanto al chiaro occhio spetta e al cuore caro,
così: all'occhio la parte che è fuori;
l'amor che hai dentro, è diritto del cuore.



dal libro i Sonetti di Shakespeare - ed. Grandi Tasc.Econ. Newton

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