lunedì 21 aprile 2008

I sonetti di Shakespeare


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Potrà mancar soggetto alla mia Musa
finché respiri tu, che infondi al verso
il tuo dolce argomento, troppo in su
perché a carte volgari si conceda?
A te dà grazie, se alcunché di mio
ti sta di fronte degno che si legga:
e chi su te mai non saprebbe scrivere
se l'invenzione illumini tu stesso?
Sii la decima Musa, più sublime
di quelle antiche nove oggi invocate,
e in chi s'ispira a te nascano ritmi
eterni, a vivere in tempi lontani.
Se quest'età ipercritica m'approva
mia è la fatica, solo la tua lode.

dal libro I sonetti di W. Shakespeare - ed. Grandi Tasc. Econ. Newton

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