giovedì 3 aprile 2008

Erba di Mario Luzi


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Erba a ciuffi sui cumili
di terra di riporto
cresciuti in tempi nuovi,
lampi d'erba per tutta la spianata
fin sotto i vecchi casamenti, luce
d'erba all'interno degli androni
dove intrecciano ancora paglia o cuciono
né più né meno come un tempo, suono
d'erba fin nella tromba delle scale.

Se ritorno quaggiù è che ti seguo
dove il filo d'arianna d'una vita
fitta e umile, fitta ed amorevole
come poche, gugliata su gugliata
mi fa toccare molte soglie povere
e ad una d'esse trattenere il fiato.

Nel punto in cui più gonfio il mare d'erba
si rompe contro gli steccati, freme,
estua, copre la voce da uscio a uscio
da crocchio a crocchio di lavoratrici
del tuo mancare a questa vita, madre,
osos, guardo tra lampo e lampo d'erba
la casupola che ci tenne uniti
anni e anni che sembrano uno solo.

Case come questa sono ricoveri
o poco più per gente di passaggio,
ma se la madre di famiglia nutre
il fuoco, aggiunge rovere sottile,
la casa di fortuna non più alta
del noce che le dà un po' d'ombra, scarsa
a contenere il poco che contengono
di più destini quattro mura, basta
a fonderli in uno quanto è lunga
questa vita, quanto spazia la speranza di un'altra.

Unità ed alterità
sofferte anima e corpo.

Mentre son qui nell'ora che sul viottolo
vanno e vengono i ferrovieri, prima
o dopo il loro turno, quasi ora
di cena che la casa è anche più casa,
so che non vuoi lamento, ma preghiera
e vita che perduri nella vita,
fuoco nel fuoco sempre acceso. Tanto
è ancora opera tua, tu devi compierlo.

Non lasciare il governo della casa,
apri le sue finestre dall'interno,
fa' che esali ed inali in questo vento
l'eternità che tu respiri. Dove
non è molto eravamo ancora tutti,
poni ciascuno al proprio posto, spezza
il pane, partisci il cibo eterno.

Tra lampo e lampo, flutto e flutto d'erba.

dal libro Dal fondo delle campagne di Mario Luzi - pag. 31 - G. Einaudi Ed.

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