lunedì 7 aprile 2008

Canto dell'onda di R. Kipling


http://www.manuelfurru.eu/photogallery/onda03.jpg

Un giorno venne a riva un'onda
nel fiammante tramonto dorato -
lambì una mano di fanciulla,
che ritornava per il guado.

Amabil passo e gentil seno -
qui attraversa, sii lieta e riposa.
"Fanciulla, aspetta", l'onda disse:
"Aspetta, aspetta, ché io son la Morte!".

"Dove chiama l'amor mio, io vado -
vergogna sarebbe se lo trascuro -
era un pesce a girar così,
arditamente rovesciandosi."

Amabil passo e tenero cuore,
aspetta il traghetto con la gente.
"Aspetta, oh, aspetta!" l'onda disse;
"Fanciulla, aspetta, ché io son la Morte!"

"Quando chiama l'amor mio m'affretto -
Madama Superbia mai non prese marito!"
Onda su onda intorno al suo vitino,
chiara vorticava la corrente.

Cuore ingenuo e mano fedele,
piccoli piedi che non toccaron terra.
Lontano lontano fuggì l'onda,
onda - onda - che correva rossa!

dal libro Poesie - R. Kipling - ed. Newton

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