lunedì 28 aprile 2008

44 - Se pensier fosse la mia carne stanca di W. Shakespere


http://img50.imageshack.us/img50/8065/mareelunask8.jpg

44

Se pensier fosse la mia carne stanca
l'empia distanza non s'arresterebbe,
saprei arrivare, gli spazi annientando,
dai limiti del mondo fino a te.
Invano allor calpesterei le lande
più remote dal luogo che ti serra:
manie e terre il pensier rapido varca
e, dov'esser vorrebbe, e pensa ed è.
Pensar m'uccide che pensier non sono
per balzarti in un lampo, se mi manchi:
ma d'acqua e terra son fatto, e con doglia
devo aspettare quel che al tempo piace:
e sì tardi elementi non mi danno
che il pegno loro, lacrime pesanti.


dal libro I sonetti di W. Shakespeare

Nessun commento:

Posta un commento