martedì 4 marzo 2008

Ricevendo una strana conchiglia e qualche verso dalle stesse signore di J.Keats


http://www.ibiblio.org/wm/paint/auth/tiepolo/i/rinaldo-detail.jpg

Dalle miniere di Golconda hai tu una gemma,
Pura come la goccia di ghiaccio gelata sul monte?
Lucente come il verde diadema del colibri quando
Batte le ali tra i raggi del sole accesi in una fonte?

Hai forse tu un calice per il vino rosso, frizzante,
Un calice pesante, massiccio, d'oro?
Leggiadro, intarsiato con la storia divina
Della bella Armida, del coraggioso Rinaldo?

E un destriero possiedi, con la criniera fluente?
O una spada, che il nemico addolora?
Una tromba, forse, che ricche melodie intona?
O indosso porti lo scudo della famosa Britomarte?

Cos'hai sulla splalla spavaldo,
Dei fiori intessuta di mille primavere:
E' una sciarpa, dono del tuo amore?
E corri da lei, adesso, galoppando?

Gentil cavaliere, che di gioia porti una corona,
Molte glorie illuminano la tua giovinezza.
Il mio canto però ti voglio dare, ricco
Di magia, capace d'allegrezza, di lenitrice armonia.

Su questa pergamena, scritta in bei caratteri,
La storia solare, vedi d'una ghirlanda e una catena:
Nutre, o mio guerriero, la proprietà rara
D'incantare la mia mente via dai ceppi della pena.

Guarda questa conchiglia: è il lavoro d'una fata;
Sotto la sua ricca ombra languiva Oberon
Quando Titania era lontana: crudele
L'aveva lasciato al dolore, disperato.

Lì, spesso, dal dolce traeva liuto piangente
Selvagge canzoni: incantati ascoltavano gli usignoli;
Gli spiriti stupefatti del cielo restavano muti
E brillavano lacrime tra la rugiada del mattino.

E per sempre ci sarà pianto misterioso di note
In questa cupola stretta: remote, dolci, struggenti,
Per sempre viventi nella loro tenerezza.
Giovinezza eterna avrà musica d'Oberon.

Così, quando voluttuosa mi sento la vena,
Poggio la testa sulle dolcezze della rosa
E la favola ascolto, della ghirlanda e della catena,
Fin ch'eccheggia lontano. Poi affondo nel sonno.

Addio, valoroso Eric, che di gioia porti corona;
Molte glorie illuminarono la tua giovinezza.
Io la glorio del canto possiedo, ricco
Di magia, capace d'allegrezza, di lenitrice armonia.

dal libro Poesie di J. Keats

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