mercoledì 19 marzo 2008

Mostra "CANOVA ALLA CORTE DEGLI ZAR. CAPOLAVORI DALL'ERMITAGE DI SAN PIETROBURGO". PALAZZO REALE - MILANO (23 febbraio- 2 giugno 2008)
trentasei opere dall'Ermitage di San Pietroburgo esposte nelle stupende sale del Palazzo Reale di Milano:
Antonio Canova (Possagno, 1757 – Venezia,1822) ,
la 'Danzatrice con le mani sui fianchi', la prima opera di marmo della mostra, disposta su un piedistallo che gira lentamente, per apprezzarla in tutti i lati. Eleganza e sensualità, candore del neoclassico, trasparenze di veli per lasciar intravedere le linee del corpo perfetto. Esprime infinita purezza. Un brivido per ogni velo. Emozione totale.
'Tre Grazie', opera che toglie il fiato tanto è bella, elegante, affascinante, viva, un pò carnale, piena di eleganza e delicatezza, forme del corpo delle 'tre grazie' perfette, le tre grazie sono 'perfettamente' abbracciate. La bellezza è assoluta, reale. Il marmo è talmente levigato che fa venir voglia di toccarlo.
Amorino Alato
Maddalena penitente, immagine femminile bellissima, sensuale, malinconica nel suo abbandono mistico.
«Il Canova ha avuto il coraggio di non copiare i greci e di inventare la Bellezza» scriveva Stendhal.
Testa del genio funerario
Elena di Troia
Paride
Teste di marmo reali, forte mobilità, sembrava volessero trasmettere una loro personale sensazione, una loro idea, un pensiero.

Fu lo zar Alessando I ad iniziare la straordinaria collezione di opere dell'Ermitage di San Pietroburgo, con marmi di Antonio Canova, acquistati nel 1815 a Parigi e provenienti dalle collezioni di Joséphine Beauharnais Buonaparte.


Lo zar Nicola I successivamente fece eseguire marmi, nel 1845, da artisti italiani che s'ispirarono alle opere del Canova e che ora sono presenti nella mostra:
Pietro Tenerani, (Flora, Psiche svenuta)
Carlo Albacini
Luigi Bienaimé (Amore che abbevera le colombe)
Rinaldo Rinaldi,
Carlo Finelli (Ore danzanti)
Giovanni Antonio Cybei
Lorenzo Bartolini (Ninfa dello scorpione, Fiducia in Dio)
Giovanni Dupré (il Bacchino malato).

Sono presenti anche autori neoclassici stranieri che fecero pure riferimento a Canova nelle loro sculture:
l'inglese John Gibson,
il tedesco Emile Wolf,
ed il danese Bertel Thorvaldsen.

La mostra si trova nelle sale di Palazzo Reale, piene di decorazioni neoclassiche con arazzi e specchi. La musica di musicisti russi romantici e neoclassici, contribuisce a ricostruire l'atmosfera della Russia degli Zar e a far apprezzare la bellezza del neoclassicismo.

Per me una mostra che vale la pena vedere.

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