lunedì 31 marzo 2008

Lo scherzo di Milan Kundera


http://www.corriere.it/Media/Foto/2006/02_Febbraio/27/MASCHERA.jpg

...Non mi vergogno di come sono, non posso essere diversa da come sono sempre stata, fino a diciott'anni non ho conosciuto altro che l'appartamento per bene di gente per bene di Plzen, gli studi e basta, e la vita reale era al di là di sette pareti; quando poi nel quarantanove giunsi a Praga, fu all'improvviso il miracolo, una felicità così grande che non la dimenticherò mai, e anche per questonon potrò mai cancellare Pavel dalla mia anima, anceh se non lo amo più, anche se mi ha fatto del male, non posso, Pavel è la mia giovinezza, Praga, la facoltà, la casa dello studente e soprattutto il gruppo di canti e danze, oggi nessuno sa più cos'era per noi, è là che conobbi Pavel, cantava da tenore e io da contralto, partecipammo a centinaia di concerti e di spettacoli, cantavamo canzoni russe, la nostre canzoni sulla ricostruzione e ovviamente le canzoni popolari, erano le nostre preferite, a quei tempi ero a tal punto innamorata delle canzoni morave, che io, nata in Boemia, mi sentivo morava, ed esse sono diventate il leitmotivi della mia vita, per me si confondono con quell'epoca, con la mia giovinezza, con Pavel, le sento ogni volta che il sole si leva per me, anche in questi giorni, le sento......

dal libro Lo scherzo di Milan Kundera - pag. 26 - ed. gli Adelphi

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